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Chi è lo skipper Fabrizio Danieli

Entrato nel Corpo Nazionale Vigili del Fuoco a 21 anni come vigile permanente.
Vincitore di concorso a titoli per 528 posti nel 1976 nel Corpo Nazionale Vigili del fuoco
In precedenza aveva avuto esperienza lavorativa come meccanico carburatorista.
All’interno dell’amministrazione ha ricoperto molti incarichi: dopo 5 anni diviene capo-officina del turno di appartenenza, passa ancora qualche anno e partecipa al 12° corso Sommozzatori.
Dopo 4 mesi si brevetta sommozzatore, è uno dei 47 allievi su 105 vigili partecipanti al suddetto corso; precisamente settimo in graduatoria su 47 vigili idonei.
Consegue la patente nautica Ministeriale per la conduzione dei mezzi anfibi; la patente di guida di 4° grado per la guida dei mezzi di 1° partenza, APS, gru e autoscala.
Dal 1984 farà parte del Nucleo Sommozzatori Vigili del Fuoco di Ferrara.
Il suo primo approcio con la subacquea era avvenuto nel dicembre 1975 con il Gruppo subacqueo di Ferrara dove conseguiva il brevetto di 1° grado di apneista. Forse stregato dai documentari di Folco Quilici, tra i quali “6° Continente”, e da Jaques Cousteau.
Nel 1986 prese il brevetto di assistente bagnanti (M.I.B.).
Nel 1989 frequenta e supera il corso di istruttore di nuoto.
Nel 1992 insieme a tutto il personale del nucleo sommozzatori viene addestrato ed autorizzato all’uso delle mute antinquinamento ad isolamento totale Superlite 17 e granfacciale Exo 26- AGA Diveitor con ombelicale e radiotelefono.
Nel 1995 insieme ai colleghi Sommozzatori Vigili del Fuoco fonda la squadra di nuoto per salvamento partecipando a Battipaglia (SA) ai campionati italiani di nuoto VF qualificandosi al 2° posto nei 100 metri STL con sottopassaggio, diventa responsabile della squadra di nuoto e punto di riferimento per i colleghi.
Sempre nel 1995, viene nominato dal Comandate responsabile dei mezzi nautici del Comando VF di Ferrara
Dal 1996 al 2005, vincerà consecutivamente il titolo di campione italiano sui 100 metri STL, portando la squadra di nuoto al 3° posto nella classifica nazionale dei Comandi VF.
Nella continua formazione professionale partecipa a numerosi corsi: tra i quali Dan Oxigen Provider (somministrazione ossigeno normobarico) e corso Nitrox.
Nel 1998 viene selezionato in Emilia Romagna per partecipare ad un corso, svolto a Roma, per diventare maestro di salvamento nuoto FIN –VVF. Dopo 3 settimane si brevetta e successivamente organizza corsi di nuoto all’interno del Comando VF di Ferrara.
Nell’aprile 1999, per conseguire il grado di capo reparto, accetta il trasferimento a Sassari dove resta per tre mesi ad Alghero ricoprendo il ruolo di vice responsabile dell’aeroporto civile.
In qualità di Capo Reparto Esperto svolge corsi per la sicurezza     (L. 626).
Nel 2000 diventa istruttore nautico iscritto all’albo istruttori VF.
Da quel momento rilascerà patenti nautiche ai colleghi vigili del fuoco.
Nel 2001 si brevetta istruttore subacqueo con la didattica subacquea FISA-Sub di Roma dove collabora assiduamente rilasciando decine di brevetti di vari livelli.
Nel 2002 organizza con il nucleo Sommozzatori di Ferrara due stage sul tema: “ottimizzazione delle sinergie in caso di calamità” ed uno stage su ARO (autorespiratore a circuito chiuso) invitando tutti i sommozzatori della protezione civile dell’Emilia Romagna, ospite d’onore in quella circostanza Salvatore Ferrante, detto Totò, (pioniere della subacquea e braccio destro di Duilio Marcante – fondatore della didattica FIPS).
Attualmente svolge il ruolo di Capo Nucleo Sommozzatori del Comando Vigili del Fuoco di Ferrara.
Dal 1954 la storia di tutti sommozzatori del corpo nazionale vigili del fuoco è raccolta in un libro “Una Fiamma negli abissi” dove viene scritto per sempre il suo nome.

Il consiglio dello skipper

Questo è il momento di tirare fuori il marinaio che c’è in te
(inizia l’avventura).
Prima di partire per questa vacanza ti sarai posto un sacco di domande: come sarà la vacanza? Ci saranno persone simpatiche? Come sarà la vita di bordo? E vivere in una dimensione diversa dalla mia vita abituale? Ecc.
Se hai deciso di fare una crociera su “volovia” mettiti davanti allo specchio e guardati dritto negli occhi, sino in fondo all’anima, e fatti delle domande a cui devi rispondere senza ingannarti.
Ho deciso io di imbarcarmi e ho deciso in modo consapevole di dividere le 24 ore di ogni giorno e per tanti giorni con altre persone e so che gli altri stanno pensando la stessa cosa di me.
Tutti si sono imbarcati con lo stesso sogno e stesso scopo: trascorrere una vacanza indimenticabile e non sarò certo io a rovinargliela e allora devo pensare cosa portare in crociera e cosa lasciare a casa.
Lascio a casa: egoismo, maleducazione, disordine, scortesia, ingordigia, menefreghismo, incuria, avarizia, polemica, fretta.
Porterò in barca: passione per il mare, altruismo, generosità, tolleranza, comprensione, pazienza, educazione, gentilezza e rispetto per le cose altrui; capacità di fare gruppo e collaborare nelle attività di bordo per un equipaggio vincente
Se sei convinto di poter lasciare a casa la prima lista e nel contempo di portare tutte le altre, almeno per il periodo della crociera, vivrai “un sogno sospeso tra due fluidi” e, durante l’inverno, ti ricorderai con piacere quella crociera anche se c’era poco vento e magari un giorno è anche piovuto.
Avrai la consapevolezza di essere salito a bordo di una grande emozione!!! Buon vento !!!
Lo skipper Fabrizio

Vita di bordo

Durante la settimana di crociera ogni giorno si fanno dei trasferimenti in base al programma di navigazione, mediamente si naviga durante la mattinata per poi rilassarsi nel pomeriggio, approdando ogni sera in un porto diverso o trascorrendo la notte in una baia ridossata.
Durante la navigazione lo skipper coinvolgerà l’equipaggio nelle varie manovre e mansioni spiegando, passo passo, le varie operazioni di bordo (nodi, ormeggi, andature, presa di gavitello ecc.).
La vita di bordo scorre lenta e dolce, al mattino lo skipper è sempre il primo ad alzarsi e prepara la colazione per tutti, prima di salpare per una nuova rotta, durante la navigazione le signore sono a proravia sui materassini prendisole dove si ascolta il piacevole scorrere delle prue sul mare.
I maschi sono impegnati con una partita a carte all’ombra del bimini o alle prese con una virata di prua.
Verso le 14,00 tutti a pranzo, il cucinare in catamarano è piacevole e comodo, sembra la cucina di casa, ci si sfida sul preparare ognuno le proprie migliori ricette, cercando di fare bella figura con il resto dell’equipaggio.
Nel pomeriggio bagni, tuffi, immersioni sub, snorkeling, pesca e progetti sulla navigazione del giorno dopo.
Ma è quando il giorno si spegne e si accende la notte che “volovia” diventa una luccicante terrazza sul mare dove si cena rigorosamente a lume di candela, ascoltando un po’ di buona musica, magari mangiando tutti insieme una grigliata di pesce cucinata dallo skipper e finendo la serata cantando e stonando col karaoke.

 
Buona vacanza.

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